mercoledì 31 gennaio 2007

Frase del Giorno


"Hollywood non è poi tanto male. Sono i film che fanno schifo"

- Orson Welles -

Marquette Golden Eagles Profile


Lasciamoci alle spalle Rush e la sua Kansas University e gettiamo un occhio all'ex college di Dwayne Wade: Marquette.

Marquette, dopo un periodo (breve) in cui era uscita addirittura dal ranking Ap, ora si trova al #14, ma lasciatemelo dire, sono alquanto perplesso riguardo le reali possibilità di taglio della retina da parte delle Aquile.
La squadra manca semplicemente in troppi ruoli, forse in tutti se tralasciano il sontuoso Dominic James (segnalato da Donato come n°1 tra le point guard presenti in NCAA).
L'impressione è soprattutto che manchino di precisione al tiro, in particolare se la conclusione è forzata le percentuali risultano disastrose. Il risultato è una continua circolazione di palla sul perimetro nell'attesa di trovare finalmente un tiro facile o un assist per l'unico giocatore di peso fisico offensivo che sembrano avere, e cioè Ousmane Barro. Il numero di assist risulta così sempre elevato sopratutto per le due PG presenti (il già citato James e McNeal), ma non facciamoci ingannare, si tratta di una mancanza di soluzioni alternative e spesso questi assist risultano sporchi o causati da una cattiva difesa avversaria. Inoltre la circolazione di palla è prolungata e la conclusione arriva sempre a pochi secondi dalla fine dei 34'.
Marquette l'ho vista in azione contro la discreta Louisville, in una partita sofferta soprattutto nel primo tempo, con un James semplicemente non pervenuto (2 pt e qualcosa come 1 assist). Nel secondo tempo invece l'asso ha deciso finalmente di farci vedere qualcosa mettendo in cassaforte 16 pt in 20' e facendo perdere il pallino del gioco agli avversari. Certo bastano 60'' che gli si concede in panchina per vedere i suoi Eagles fare 4 turnover su altrettante azioni, il che la dice lunga sulla dipendenza fisiologica di questa squadra dal suo leader.

Vediamo lo starting five.
La Backcourt è comunque di tutto rispetto, mescolando atletismo e intelligenza cestistica.

22 - Jerrel McNeal: principalmente una combo-guard, discreto nella gestione del pallone nelle fasi lente della partita e dotato di un buon ultimo passaggio, gode soprattutto di una certa libertà quando la difesa è concentrata sul suo ben più talentuoso compagno di squadra. Atleta comunque interessante che fa della sua ecletticità il suo punto forte, peccato che però tra fondamentale di passaggio tiro e penetrazioni non eccella in nessuno di questi.


1 - Dominic James: Ottimo passatore, ottimo tiratore, a volte mi è parso un pò lento nelle decisioni (comunque buone) ma è comunque dotato di un ottimo handballing (basso numero di palle perse), difficilmente si lascia andare a penetrazioni preferendo altri tipi di soluzioni (leggasi far giocare la squadra), ma è comunque in grado di perforare con buona facilità le difese avversarie. Nei momenti caldi della partita l'azione inizia (e spesso finisce) dalle le sue mani, il che vuol dire che per gli avversari è sempre l'osservato speciale N°1.


23 Wesley Matthews: è una guardia molto fisica che si integra con i compagni di reparto. Nonostante manchi di tecnica spesso riesce a concludere bene a canestro, soprattutto (direi quasi solamente) se servito con almeno 2m dal difensore più vicino. In genere però visto la qualità con cui gira la palla in questa squadra tale situazione accade più volte durante la partita, e una volta che Matthews ha preso il tempo all'avversario riesce a batterlo con un Jump shot o con una rapida penetrazione sul pitturato.

Il pitturato rimane però il vero punto debole di Marquette. Manca assolutamente un giocatore dominante, il cui unico sostituto sembra essere il solito (ormai avrete la nausea a sentirmelo dire) Barro.

41 - Ousmane Barro: fisicità e basta, grande atletismo e agilità per un atleta della sua altezza (6'10) ma poco altro. Da quel poco che ho visto non è in grado di tener palla sotto canestro o avvicinarsi a questo in modo concreto se ben marcato. Quando se la dovrà vedere con atleti del calibro di Noah, Wright, per non dire Oden sarà semplicemente un giocatore inutile in campo (soprattutto perchè sarà costretto a un compito che non sarebbe il suo). Per non parlare della difesa, dove mi sembra totalmente inadatto a contrastare giocatori più abili di lui. Rimane comunque l'unico terminale offensivo nelvpitturato delle aquile, e gode della possibilità di far valere il suo unico pezzo forte, cioè quello di smarcarsi, ricevendo spesso buoni passaggi dai compagni e concludendo con liberi appoggi al tabellone.

5 - Dan Fitzgerald: nella partita contro Louisville s'è visto poco. C'è da chiedersi se sia un caso o (come penso più probabile) la norma. Dovrebbe giocare ala piccola ma patisce l'agilità avversaria in modo notevole, difficilmente è in grado di liberarsi anche se è dotato di un discreto tiro in sospensione. Mi sembra però dotato di un buon passaggio (che evidentemente è necessario per il gioco della squadra) anche relativamente rapido, dote che lo rende quantomeno non dannoso nell'economia del gioco.

L'idea generale che mi sono fatto di Marquette University è che sia una squadra incompiuta. Una backcourt di buon livello non supportata però da un gioco nel pitturato che possa permetterle di puntare più in alto. Finchè può vive sull'asse McNeal - Barro (o James - Barro), ma quando gli avversari cominciano a difendere non ha altre soluzioni che affidarsi al suo numero 1, il quale spesso e volentieri si prende delle triple da distanza NBA che mette a segno con buona regolarità (4-6 contro Louisville). Questa è l'unica ancora di salvezza per le Eagles grazie alla quale riescono tendenzialmente ad aprire il gioco permettendo alla loro veloce ala di trovarsi buoni tiri senza o quasi che il difensore di turno sia riuscito a seguirlo. Rimango perplesso soprattutto però sulla difesa, dove sul pitturato non sono assolutamente in grado di coprire e saranno destinati a subire valanghe di punti dai lunghi avversari. Inoltre mi sembra una squadra che non sia in grado di alzare il ritmo e quindi tende a portare le partite a risolversi negli ultimissimi minuti, creandosi ulteriori rischi anche con squadre meno quotate.